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Endometriosi e alimentazione

L’endometriosi colpisce 1-2 donne su 10 in età fertile e con picco tra i 30 e i 40 anni. E’ una delle più comuni patologie ginecologiche. L’incidenza è attualmente ancora sottostimata, perché non viene diagnosticata o non in tempi brevi, in quanto ha una sintomatologia spesso sovrapponibile a quella della sindrome del colon irritabile. Ma come per PCOS, PMS e tutte le altre condizioni fisio-patologiche della donna, anche in questo caso l’alimentazione può fare davvero tanto. Iniziamo però con il conoscere un pò questa patologia.  

In cosa consiste l’endometriosi?

E’ una malattia infiammatoria cronica estrogeno-dipendente:, risente di un eccesso *assoluto o relativo* degli estrogeni nel corso del ciclo mensile femminile: relativo perchè potrebbe non esserci in realtà un effettivo aumento di questi ormoni ma bassi livelli di progesterone, piuttosto.

Ciò che accade è che si ha accumulo di cellule dell’endometrio al di fuori dell’utero, in sedi differenti (in questo caso di parla di endometrio ectopico, che ha delle caratteristiche differenti rispetto a quello eutopico, ossia in sede uterina). Queste cellule (focolai endometriosici) rispondono come le altre agli stimoli ciclici degli ormoni femminili, quindi nella prima fase del ciclo crescono e proliferano, mentre nella seconda parte producono muco, si arrichiscono di nutrienti e si sfaldano con la mestruazione. Ciò determina, essendo in organi/tessuti insoliti, un processo infiammatorio con ferite e irritazione tissutale; in questo modo aumenta il dolore percepito e per risposta fisiologica del corpo si formano della cicatrici, che nel tempo portano alla formazione di aderenze, cisti e cronicizzazione del dolore.

Quali sembrano essere le cause dell’insorgenza dell’endometriosi?

Non sono ancora chiare, ma ci sono diverse ipotesi:

  • mestruazione retrogada; ne avete mai sentito parlare? colpisce tante donne, senza però portare a tale patologia in tutte. Durante le mestruazioni una piccola quantità di cellule endometriali, insieme a grumi di sangue, si spostano andando nella cavità addominale e dando il via così ai focolai (ipotesi più accreditata, Teoria di Sampson, 1927).
  • predisposizione congenita, per residuo di cellule embrionali
  • insorgenza in seguito ad interventi chirurgici
  • predisposizione genetica
  • coinvolgimento del sistema immunitario.

In quali sedi si localizzano gli impianti endometriosici?

  • ovaie, tube uterine, setto retto-vaginale, peritoneo, spessore del miometrio (in questo caso di parla di adenomiosi)
  • intestino
  • vescica
  • retto
  • polmoni ecc.

Quali sono i principali sintomi? 

  • dismenorrea (ciclo doloroso)
  • sintomi intestinali (meteorismo, tensione addominale, dolori, stipsi o alvo alterno con attacchi di diarrea)
  • stanchezza cronica
  • dolori pelvici e rettali ricorrenti
  • rapporti sessuali dolorosi
  • minzione e defecazione dolorosa.

Solitamente la donna affetta da Endo presenta dolori forti che vanno dall’ovulazione fino al ciclo, per poi diminuire fino all’ovulazione successiva. Spesso, con la cronicizzazione della situazione, i dolori possono persistere e dare stanchezza continua. 

Qual è lo scopo di un protocollo dietetico per Endo?

  • ridurre il quadro infiammatorio (legato alla costante e alta presenza di prostaglandine e citochine pro-infiammatorie): tutto ciò che aumenta i livelli infiammatori deve essere eliminato o ridotto fortemente, a favore di alimenti che riducono lo stress ossidativo e i radicali liberi;
  • migliorare il quadro sintomatologico (sintomi intestinali, dolore pelvico e rettale, stanchezza, ipofertilità e via dicendo);
  • consentire un rallentamento della crescita dei focolai, sia in numero che in grandezza, delle aderenze, delle cisti e di tutte le conseguenze legate a questa patologia
  • ribilanciare gli estrogeni.

Quindi cosa bisogna fare?

  • Eliminare il glutine: ha un effetto pro-infiammatorio ed inoltre le donne con Endo hanno una maggior incidenza di gluten sensitivity 
  • seguire una dieta a basso carico glicemico ed insulinemico.
  • Ridurre gli zuccheri in generale.
  • Eliminare carne rossa e latticini.
  • Evitare caffeina, teina e tutte le sostanze eccitanti, nonchè l’alcol.
  • Evitare soia e derivati, in quanto ricchi di fitoestrogeni
  • No a cibi fritti, grassi trans, grassi saturi, prodotti confezionati, cereali raffinati, junk food.
  • Attenzione ai sintomi gastro-intestinali: in caso di IBS (sindrome del colon irritabile) è consigliabile seguire un protocollo LOW-FODMAPs.
  • Aumentare gli anti-ossidanti (vitamina C, E, A, betacarotene, bioflavonoidi) che aiutano a ridurre lo stress ossidativo.
  • Aumentare l’apporto di Omega-3, da cui derivano sostanza anti-infiammatorie, a discapito degli omega-6, che invece hanno effetto pro-infiammatorio ( quindi SI a olio di pesce, integrazione a base di omega-3, pesce azzurro, NO invece ad oli vegetali, margarina e prodotti conservati, ricchi di omega-6)
  • Attenzione al ferro e ad aumentare le fonti presenti a tavola, dato che spesso il ciclo mestruale risulta anche molto abbondante.
  • Si a frutta e verdura ma con moderazione.
  • perdere peso corporeo.
  • svolgere attività fisica giusta.
  • ridurre l’esposizione ad interferenti endocrini con gli alimenti, oggetti…

ATTENZIONE:

  • scegliere i cereali naturalmente gluten-free (riso integrale, riso nero, quinoa, grano saraceno, miglio…) e non paste e pane gluten-free, perchè sono ricchi di sostanze dannose.
  •  I pesci grassi sono i più ricchi di omega-3 , ma anche di metalli pesanti e pesticidi, quindi meglio una supplementazione sicura e certificata e scegliere pesce salubre, magro e di allevamento controllato
  • Un eccesso di fibra, che è sì positivo per ridurre i livelli di estrogeni, ma può esacerbare i sintomi intestinali (quindi è da valutare caso per caso e in base all’intensità del quadro).

Fonte immagine: pinterest

FONTI BIBLIOGRAFICHE:

Endometriosi e alimentazione- libro di Assunta Iannella

Corso di Equilibrio Donna della dott.ssa Arianna Rossoni (visitate il suo sito alimentazione in equilibrio)

Self-management and psychological-sexological interventions in patients with endometriosis: strategies, outcomes, and integration into clinical careBuggio L Barbara et al., Int J Womens Health. 2017 May 

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