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Vitamina D: il suo ruolo nella fertilità femminile

Vi avevo promesso un articolo sul ruolo della vitamina D nella fertilità femminile ed eccolo qui. In studio spesso vengono da me pazienti donne, desiderose di una gravidanza e di comprendere come l’alimentazione possa giocare a loro vantaggio. Ed io cerco in modo semplice, personalizzato ed armonioso di creare un piano dietetico che ottimizzi al massimo le loro possibilità. E’ un lavoro in team e di questo ne vado fiera.

Spesso mi trovo di fronte a pazienti che presentano livelli molto bassi di vitamina D e non lo sapevano o talvolta non hanno mai effettuato tali dosaggi nelle loro analisi ormonali.

Invece è molto importante controllarla, perchè è sempre più evidente il suo ruolo nell’ambito della fertilità naturale o assistita.

Cos’è la vitamina D?

E’ un vero e proprio ormone di natura steroidea e liposolubile. Viene prodotta per il 95 % dalla pelle, dopo esposizione solare ai raggi UVB e solo per il 5 % viene assunta tramite il cibo (ecco perchè diventa davvero difficile ad oggi riuscire a raggiungere livelli ottimali). Con l’arrivo dei raggi ultravioletti, la forma inattiva provitD3, ossia il 7-DHC (7-deidrocolesterolo), viene trasformata in pre-vitD3, che a sua volta viene convertita in colecalciferolo (VITD3); quest’ultima subisce due modifiche, una a livello epatico e l’altra renale, per poi essere così attivata a Calcitriolo (1,25-diidrossi-vitD3), la forma biologicamente attiva.

Conosciamo la sua più nota funzione di modulazione dell’assorbimento intestinale del calcio, regolazione della mineralizzazione e della salute ossea. Ma ha inoltre un’azione immunomodulatoria, anti-infiammatoria e di regolazione di oltre 3000 geni. Per tale ragione negli ultimi anni sono sempre di più gli studi che correlano un suo deficit a diverse patologie, tra cui:

  • condizioni autoimmuni (sclerosi multipla, artrite reumatoide…)
  • cancro
  • malattie cardiovascolari
  • diabete
  • Insulinoresistenza
  • fertilità.

Le fonti alimentari sono principalmente pesce grasso, formaggi, uova e latte integrato, ma è probabile che comunque con la sola alimentazione non si riesca a risolverne la carenza.

I medici riconoscono in 20-25 ng/ml il valore minimo di cut-off sotto il quale si parla di insufficienza vitaminica. 

 

Vitamina D & fertilità

Tale ormone presenta recettori su tutte le cellule del corpo, comprese ovaie, utero, tube di Fallopio e placenta. Ciò fa quindi comprendere che tali organi rispondono ai suoi stimoli.

In che modo sembrerebbe agire?

  • miglioramento  del rivestimento dell’utero, reso più accogliente per una gravidanza
  • coinvolgimento nella regolazione degli ormoni sessuali, tant’è che una sua carenza sbilancia i livelli di progesterone ma soprattutto di estrogeni
  • aumento dei tassi di successo degli attecchimenti uterini e delle FIVET (grazie alla riduzione delle citochine infiammatorie IL-1, IL-6 e TNF-alfa che sono causa di rigetto dell’embrione)
  • riduzione degli aborti spontanei ricorrenti
  • minor rischio di preeclampsia e bassa crescita fetale
  • mino rischio di parto pretermine
  • regolazione di molti geni coinvolti nello sviluppo embrionale e quindi probabile coinvolgimento nel “fetal programming“, ossia nella predisposizione , già in vita intrauterina, a determinate condizioni patologiche o non in età adulta
  • inoltre riveste un ruolo importante sia in caso di PCOS che di endometriosi, ma ve ne parlerò in articoli o post specifici.

Diversi studi mostrano una più alta probabilità di gravidanza in donne con più alti livelli di vitD, sia per la fertilità naturale che la FIVET. 

Di solito i valori ottimali per la fecondazione sono compresi tra 50 e 70 ng/ml.

Integrazione valida

In tale ottica risulta fondamentale dosare i livelli della vitamina D e valutare un’integrazione ad hoc. In ogni caso per renderla più efficace possibile:

  • preferite le capsule in gel e non quelle solide
  • considerate una somministrazione giornaliera e non settimanale o mensile (così come invece viene effettuato di routine)
  • associatela ad un pasto in cui è presente un grasso, in quanto è liposolubile.

Ovviamente non può mai mancare il consiglio di esporsi al sole per 10-15′ al giorno in orari più tranquilli. Ne risentirà in modo positivo anche l’umore.

 

Dott.ssa Arianna Izzo 

Fonti bibliografiche:

-Libro “Tutto comincia dall’uovo” , Rebecca Fett.

Vitamin D, roles in women’s reprodutctive health?, Grundmann et al, Reprodtuctive Biology and Endocrinology, 2011.

-Review “Vitamin D and aspects of female fertility”, Voulgaris and Papanastasiou et al, HORMONES, 2017.

 

 

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