fertilità, PCOS, Uncategorized

Interferenti endocrini e PCOS: cosa sono e quali effetti hanno?

Diversi studi hanno ormai come oggetto gli interferenti endocrini e il loro impatto negativo sulla salute generale, in particolar modo sulla fertilità sia femminile che maschile.

Ma cosa sono gli interferenti endocrini?

Sono delle sostanze chimiche definite così’, in quanto interferiscono con i nostri ormoni. In sintesi possono andare o ad alterarne la sintesi, la secrezione, l’azione o l’eliminazione (come nel caso dell’insulina) oppure andare a mimarne gli effetti (come nel caso degli estrogeni). Basti pensare all’endometriosi , patologia di cui vi parlo spesso e che è correlata ad un eccesso di estrogeni: beh, la continua esposizione a queste sostanze porta ad un’esacerbazione degli effetti di questi ormoni, peggiorando la sintomatologia.

Alcuni nomi? BPA (Bisfenolo A) , ftalati, metalli pesanti, pesticidi, insetticidi, parabeni, surfattanti, glicoli polietilenici, petrolchimici, coloranti ecc.ecc. 

Spesso li potete leggere anche sotto il nome di xeno-estrogeni. Sono spesso di natura lipofila. Cosa significa ciò? Si accumulano nel nostro grasso corporeo e quindi causano problematiche anche molto tempo dopo il nostro contatto con essi.

Dove si trovano?

Ovunque. Non voglio fare terrorismo psicologico, ma sono presenti davvero in tantissimi prodotti con cui veniamo in contatto giornalmente. Si trovano nella plastica, nei pesticidi, in alcuni farmaci, nelle otturazioni dentali, nelle ricevute delle carte di credito e negli scontrini, nelle pellicole utilizzate per avvolgere gli alimenti, nei cibi stessi come frutta e verdura, nella pellicola trasparente, carta alluminio, nelle lattine, prodotti da bagno, cura del corpo, cosmetici, smalto, prodotti per capelli, deodoranti e bagnoschiuma. Come vedete, anche non sapendolo o volendolo, entriamo in contatto spesso con queste sostanze. Quindi è il caso di cercare, per la propria salute e la propria fertilità, di ridurre al minimo la nostra esposizione ad essi.

 

Quali effetti presentano sulla salute femminile?

Nel 2009 l’Endocrine Society in America rilasciò un documento in cui si confermava che gli interferenti endocrini hanno effetti negativi su:

  • riproduzione
  • tiroide
  • alcuni tipi di tumori
  • metabolismo
  • obesità
  • salute cardiovascolare

Considerate che è stato osservato che in diversi pesci, analizzati e venuti in contatto con l’acqua di fiume contaminata, si aveva uno shift dal sesso maschile a quello femminile! Pazzesco, non trovate?

Per quanto riguarda gli effetti sulla fertilità e sulla qualità delle cellule uovo, vi ho parlato del BPA (contenuto in plastiche, contenitori )

pellicole per alimenti ecc.) qui e presto vi parlerò nello specifico anche di ftalati e altri , presenti in cosmetici e simili.

Ma qual è la correlazione con la PCOS?

  • Essendo delle sostanze che mimano gli effetti ormonali, un eccesso di questi è decisamente negativo in caso di sindromi/patologie ormonali, come PCOS ed endometriosi.⁠ Ciò rende le donne con disequilibri endocrini più vulnerabili ad essi
  • Agiscono negativamente sull’ovulazione, bloccando la maturazione del follicolo dominante e della cellula uovo contenuta al suo interno.
  • E’ stato osservato un maggior rischio di PCOS e di aborto spontaneo in caso di eccessiva esposizione al BPA (polisfenolo A), interferente utilizzato per le plastiche: nelle donne con PCOS sono stati riscontrati più alti livelli di BPA, in associazione a più alti livelli di testosterone e insulinoresistenza
  • Diversi studi dimostrano un maggior rischio di Diabete mellito di tipo II
  • E’ stato inoltre riscontrato in un’altra ricerca che una bassa esposizione a tali sostanze aumenta il rischio di obesità e insulino-resistenza in soggetti non diabetici

Tutto depone a favore di scelte più consapevoli per la propria salute generale e a maggior ragione per quella riproduttiva, nonchè per l’ambiente. ⁠

Se già si è in presenza di disequilibri ormonali, un corpo che fatica a raggiungere un suo mood giusto e una ciclicità femminile che manca, modificare anche questo importante aspetto comportamentale della propria vita ha un effetto potentemente positivo!

Come possiamo ridurre l’esposizione agli interferenti endocrini? 

Oggi vi parlo di piccole ma fondamentali dritte da seguire, poi vorrei approfondire il discorso con altri articoli, a mano a mano che mi informo anche io (sono rimasta scioccata leggendo i diversi articoli a riguardo).

  • NO a cosmetici con parabeni e altri interferenti (controllare l’inci del prodotto)
  • SI a frutta e verdura biologica (considerate che ci sono alcuni tipi di frutta che sono maggiormente contaminati perchè più vulnerabili e vengono lavati e sottoposti a questi pesticidi per aumentarne la vita sullo scaffale)
  • eliminare la buccia in caso di vegetali non biologici, perchè lavarli non porta ad eliminazione degli interferenti (sbucciare invece aiuta a ridurne una bella quantità); eliminare le foglie esterne delle verdure a foglia verde e variare molto nel tipo scelto, perchè così non siamo in contatto con lo stesso tipo di interferente endocrino e possiamo mantenerne i livelli sotto i livelli consentiti
  • NO all’utilizzo di contenitori di plastica per conservare gli alimenti (utilizzare quelli in vetro, sopratutto in caso di cibi grassi/acidi come il sugo o ancora caldi)
  • appena a casa riporre affettati, formaggi, carne e tutto ciò che è contenuto in contenitori di plastica e pellicola in vetro o ad esempio in bellissime pellicole naturali in cera d’api, che sono riutilizzabili e lavabili, se ben tenute, fino ad un anno (Trovate tutte le info su internet)
  • bere solo acqua in vetro e utilizzare le borracce in acciaio inox o vetro da portare con sè al lavoro o in giro
  • non riutilizzare bottiglie di plastiche vecchie, perchè più lo sono e più sono deteriorate e rilasciano sostanze chimiche nell’acqua
    – buttare pentole e padelle con fessure o di scarsa qualità (per il rilascio anche di metalli)
  • non riscaldare alimenti in contenitori di plastica nel microonde (spesso si vendono già pronti per l’uso)
  • non lavare contenitori di plastica ad alte temperature (come nella lavastoviglie) perché si ha un rilascio di BPA di circa 50 volte più veloce del normale.
  • Evitare cibi non biologici, soprattutto durante la ricerca di una gravidanza
  • usare il meno possibile prodotti industriali per la cura della casa
  • ridurre al minimo i prodotti in scatole (legumi, tonno, sgombro, carne e così via) e bevande in lattina
  • maneggiare il meno possibile scontrini e ricevute con inchiostro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *