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Estrogeno-dominanza: che cos’è ed alimentazione utile

Come promesso oggi dedico il nuovo articolo all’estrogeno-dominanza, una condizione che colpisce tante donne in età fertile, con tutta una serie di conseguenze riproduttive e generali.

Sappiamo bene che il corpo femminile è un sistema favoloso gestito dagli ormoni. In particolar modo quello riproduttivo vede coinvolti l’ipofisi, l’ipotalamo, la tiroide e le ghiandole surrenaliche.

Gli estrogeni, gli ormoni protagonisti di questo articolo, sono fondamentali nella prima fase del ciclo mestruale, ossia quella follicolare, dove hanno il compito di far crescere l’endometrio uterino in vista di un’eventuale gravidanza; inoltre influenzano e supportano le ossa, il sistema nervoso centrale- con la regolazione dei livelli di serotonina- la memoria e la salute cardiovascolare. Ne esistono diversi tipi, di cui i più noti sono:

  • E2 (estradiolo), ossia la forma più importante e comune nell’età fertile di una donna
  • E1 (estrone), la forma maggiormente prodotta dal tessuto adiposo e che prevale in fase menopausale
  • E3 (estriolo), la forma principale in gravidanza

 Che cos’è l’estrogeno-dominanza?

Sono due gli ormoni principali a livello ovarico: gli estrogeni ed il progesterone. I primi necessitano di essere bilanciati dal secondo per poter svolgere bene la loro funzione non causare danni; quando gli estrogeni prevalgono oppure il progesterone è presente in bassi livelli, ecco che si instaura il disequilibrio ormonale: i primi risultano in eccesso, vengono detossificati poco dal fegato e/o poco eliminati a livello intestinale e si instaura l’estrogeno-dominanza.

Sono due gli organi coinvolti nel metabolismo estrogenico: il fegato, che li deve detossificare e trasformare in una modalità meno tossica, e l’intestino che ha il compito di renderli solubili ed eliminarli con le feci.

Quali sono i sintomi principali?

Sindrome pre-mestruale, pelle secca, fatica, ansia, irritabilità, umore ballerino, depressione, infertilità, cicli irregolari e abbondanti/dolorosi, bassa libido, aborti, cancro uterino e mammario, difficoltà a perdere peso, irsutismo, endometriosi, cisti ovariche, fibromi uterini, ritenzione idrica, problematiche tiroidee, osteoporosi, aumento di peso corporeo, insonnia, emicrania.

Quali sono invece le cause possibili?

Ci sono motivazioni legate al nostro corpo, tra cui:

  • stress, soprattutto se prolungato e/o intenso, per aumento dei livelli di cortisolo e diminuzione di quelli di progesterone
  • fegato affaticato che non detossifica gli estrogeni
  • disbiosi intestinale, per cui spesso si ha la presenza di batteri che non metabolizzano bene gli estrogeni
  • deficit nutrizionali, sovrappeso
  • abuso di alcol e droghe
  • scarsa igiene del sonno

E poi ci sono motivazioni esogene (quindi esterne al nostro corpo):

  • gli interferenti endocrini, sostanze chimiche che mimano l’effetto degli estrogeni e che, a differenza di quelli naturali, non vengono eliminati ma si accumulano nel tessuto adiposo, aumentando il rischio di tumore mammario ed uterino. Questi sono presenti nelle plastiche di qualunque tipo, nei prodotti usati per la cura del corpo e della casa, nell’acqua, nei pesticidi ecc.ecc, nei prodotti animali di allevamenti intensitivi (in cui gli animali sono stressati e alimentati con prodotti di scarsa qualità)
  • fitoestrogeni , estrogeni di origine vegetale che hanno un effetto molto forte; sono presenti nella soia, nei fiocchi d’avena, nell’0rzo, nelle lenticchie, radice di liquirizia, mele, carote e patate americane

N.B. Anche l’uso protratto nel tempo di terapie estro-progestiniche potrebbe portare a disequilibrio ormonale e accumulo di estrogeni nel corpo.

In che modo l’alimentazione può risultare utile?

  • Aumentando la peristalsi intestinale e l’eliminazione degli estrogeni con le feci
  • migliorando la detossificazione epatica
  • Riducendo l’esposizione ad interferenti endocrini e fito-estrogeni

Cosa fare/prediligere?

  • Alimenti ricchi in sulfurofano e indol-3-carbinolo, ossia le brassicacee e le crucifere che aiutano il fegato nella sua azione di detox: broccoli, cavolfiori, cavoli, cavolini di Bruxelles, cavolo cappuccio, rape rosse, cavolo riccio ecc
  • Alimenti ricchi in omega-3: pesce pescato, frutta secca e semi oleosi
  • Alimenti ricchi in fibre, per aumentare la peristalsi intestinale: verdura, frutta, legumi, cereali integrali, frutta secca e semi oleosi
  • Alimenti probiotici, capaci di ristabilire un equilibrio intestinale: crauti, aceto di mele, miso, kefir, yogurt, tempeh, kefir di cocco.

Cosa invece evitare/ridurre?

  • Soia e derivati (saltuariamente si può consumare soia fermentata e biologica in forma di tempeh e miso)
  • Alimenti, oggetti e prodotti ricchi di pesticidi ed interferenti endocrini
  • Stress
  • Alcol e caffeina
  • alimenti di origine animale che non siano di allevamenti grass-fed o al pascolo.

 

 

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